L'immagine che ha scioccato l'Europa: il lato oscuro che emerge in una foto

Assomiglia sempre di più a un'opera teatrale, quella politica di oggi. Si potrebbe quasi pensare di trovarsi in platea al teatro più che davanti al classico dibattito politico, ma chi sono davvero i protagonisti che animano questa scena? Tra le pieghe del palcoscenico politico moderno, i protagonisti fanno parlare di sé più per i loro tratti peculiari e le loro presentazioni tappezzate di intrighi che non per le loro politiche. Si profila chiaramente il ritratto del politico di successo: perlomeno benestante, con una reputazione non sempre limpidissima e un curriculum impreziosito da qualche scandalo.

Questi illustri rappresentanti sembrano issarsi sul palco della politica come se fossero interpreti impegnati in un melodramma, assurti al ruolo di finto proletariato pur avendo alle spalle situazioni ben diverse dalla povertà.

Quando la politica diventa teatro: immagine e personalità

In questo bizzarro universo almengano, alcuni personaggi si mettono in luce grazie a percorsi di vita fuori dagli schemi e battute destinate, a quanto pare, a rimanere impresse nella memoria collettiva. Tramite la loro immagine cucita su misura e le dichiarazioni studiate a tavolino, con la loro peculiarità s'intende instaurare chissà quale nuovo ordine mondiale - almeno dalle loro labbra questo sembra essere l'obiettivo.

Si va mettendo in discussione, poi, le performance teatrali di questi personaggi della politica: dagli outfit alle uscite pubbliche, ogni dettaglio viene sezionato dalla cronaca e dall'opinione pubblica. Ma prendere tutto per oro colato può essere rischioso; bisogna filtrare le informazioni, diffidare dei gossip incontrollati e cercare testate affidabili.

L'ombra della giustizia sui palcoscenici della politica

I processi che vedono come protagonisti alcuni esponenti politici possono diventare gialli giudiziari con colpi di scena degne dei migliori film. Non rari sono i casi di politici che, in primo grado passati per i ferri corti della legge, si ritrovano poi in appello a beneficiare di una sentenza che ribalta la situazione, alleggerendo pene o assolvendo del tutto.

Si scatenano, quindi, dibattiti e teorie riguardo l'operato della magistratura e l'interpretazione delle norme giuridiche. È fondamentale però tenere i piedi per terra, basarsi su fatti dimostrabili e guardare al diritto senza farsi trascinare da congetture.

Malgrado tutto, questi personaggi riuscirebbero a oggigiorno a mantenere posti chiave sul palcoscenico nazionale ed europeo, attirando l'attenzione da ogni parte dello spettro politico. Politica, con le sue movimentate vicissitudini e il suo colorato cast, si rivela uno specchio della società che rappresenta e fornisce molto altro che semplice materia per convegni e dibattimenti.

L'articolo, con uno spirito critico e un certo cinismo, dà un'occhiata ai protagonisti e alle vicende giudiziarie del nostro panorama politico. Viene fuori che non è solo la sostanza delle loro ideologie a influenzare l'opinione dei cittadini, ma anche il loro modo di proporsi e di apparire.

Certo, il baricentro della discussione politica dovrebbe cadere sulle politiche pratiche volte a migliorare la realtà collettiva, anziché soffermarsi su idiosincrasie e vicissitudini extragiudiziarie dei suoi attori. Eppure, è imprescindibile che gli elettori rimangano sempre scrupolosi e critici nei riguardi dei loro rappresentanti, destreggiandosi tra il glamour del gioco politico e l'essenza delle proposte effettive.

La domanda è dunque: a voi, lettori, cosa interessa di più? La politica come fosse uno show, o quelle reali azioni e strategie capaci di plasmare il nostro futuro comune?

"La politica è l'arte di cercare guai, trovarli ovunque, diagnosticare erroneamente e applicare rimedi sbagliati." Con queste parole Groucho Marx tratteggiava un quadro della politica che sembra calzare a pennello con l'attuale scenario italiano. L'ascesa di figure come Mimmo Lucano, la "maestrina" Ilaler Salis e la "kompagna" Karola, rappresenta un sintomo di un certo malcontento sociale, ma anche di una politica che si fa sempre più show e sempre meno sostanza. È un teatro dell'assurdo in cui i protagonisti indossano maschere di ribellione e di protesta, ma sotto il trucco si intravede il volto della convenienza e dell'opportunismo. Questi personaggi sono riusciti a trasformare i loro difetti, le loro controversie e persino le loro accuse giudiziarie in medaglie da sfoggiare come fossero titoli nobiliari di una nuova aristocrazia dell'anticonformismo. Ma il vero anticonformismo non dovrebbe essere una posa, una divisa da indossare per impressionare l'elettorato. Dovrebbe essere un impegno genuino per il cambiamento, una lotta per la giustizia e per la verità, non un costume da indossare per poi ritirare tranquillamente il proprio stipendio. In questo circo mediatico, la domanda che rimane è: chi sono veramente i pagliacci? E soprattutto, chi paga il biglietto di questo spettacolo? La risposta, temo, siamo noi cittadini, che osserviamo attoniti questa parata di incongruenze, sperando in un futuro in cui la politica torni a essere servizio e non solo una sceneggiata. Max Del Papa ci regala uno spaccato crudo e senza filtri di una politica che sembra avere perso il senso della misura e del decoro, e non possiamo che domandarci: è questo il futuro che vogliamo?

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