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Europa, Auci: le politiche anti-europeiste non rilanciano il Paese

L’intervento del deputato di Scelta Civica

“Il vento in Europa sta cambiando: la fase peggiore della crisi, sia economica che politica, appare in via di superamento. L'Italia però appare in ritardo sia nel delineare una credibile strategia politica, sia nelle opinioni dei cittadini dove ancora l'euroscetticismo, pur minoritario, è abbastanza diffuso. La responsabilità è soprattutto di molte forze politiche, quelle vecchie nel tentativo di scaricare su altri la responsabilità della lunga e profonda crisi attraversata dal Paese e quelle nuove perché non hanno idea di cosa fare e si rifugiamo nella più facile demagogia”.

Lo afferma Ernesto Auci, deputato di Scelta Civica, intervenendo nel dibattito subito dopo l'informativa del presidente del consiglio, Paolo Gentiloni in vista del Consiglio Ue.

“Noi siamo europeisti convinti ma non per questo non vediamo le cose che non vanno, gli errori commessi e la necessità di procedere su un percorso di maggiore integrazione per non rimanere in mezzo al guado - aggiunge il deputato di Scelta Civica -. Ma questo non deve essere confuso con sterili battaglie contro il fiscal compact o con demagogiche e quindi illusorie battaglie contro la legge Fornero o per un reddito di cittadinanza”.

“Se vogliamo essere tra gli attori principali del rilancio dell'integrazione europea che potrebbe dare un forte impulso alla crescita dell'intero continente, dobbiamo lavorare molto per consolidare la fiducia degli altri nei nostri confronti e per farlo non c'è che una strada: confermare una strategia riformista credibile e delineare un percorso di riduzione del rapporto debito / PIL. Non ci sono alternative all’Europa, è nostro massimo interesse partecipare in prima fila a questa fase di rilancio”
, conclude Auci.

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