Scelta Civica
ITALIANI
PER PASSIONE
#italianiperpassione
    

#AssembleaSC, Bombassei: "Da domani Scelta Civica torna ad essere Scelta Civica"

L'intervento del Vicepresidente vicario all'incontro: "L'alleanza con l’UDC è conclusa nei fatti, ed è tempo di fare chiarezza senza traccheggiare ulteriormente. Sostegno al governo ma abbiamo tutto il diritto di chiedere che faccia le riforme per cui è nato e non si limiti a sopravvivere".

Voglio innanzitutto ringraziarvi per essere qui così numerosi. Voglio ringraziare i parlamentari, i coordinatori regionali, i coordinatori provinciali che si trovano oggi in questa sala. Voglio ringraziarvi perché con la vostra presenza qui oggi, con la scelta di sacrificare buona parte di un fine settimana che avreste potuto passare con le vostre famiglie, dimostrate concretamente la vostra passione civile e la vostra fiducia nel progetto di Scelta Civica. 


Scelta Civica è nata solo un anno fa grazie ad una decisione generosa di Mario Monti, una decisione frutto dell'esperienza maturata nei mesi del suo governo durante i quali si andata a confermare la sua analisi che molti di noi insieme a Monti avevano condiviso dei limiti di un bipolarismo che ha condannato per 20 anni l'Italia all'immobilismo. Immobilismo i cui frutti oggi il Paese sta amaramente pagando e che è il vero drammatico costo che la politica ha scaricato sugli italiani. 

Da questa analisi e dalla conseguente necessità di costruire un soggetto politico che unisse le culture riformatrici del Paese e fosse il baricentro di un sistema politico finalmente in grado di spingere l'Italia verso il cambiamento, per la costruzione nel nostro Paese di una moderna economia sociale di mercato, competitiva e solidale, tale da ancorarla al modello europeo, è nata Scelta Civica. La cui missione originarie è stata e rimane quella di realizzare l'agenda delle riforme. 

Per dare sostanza a questo progetto, Scelta Civica si è configurata come un progetto aperto, plurale, inclusivo, attrattivo per tutti coloro che in una fase di gravissima difficoltà del Paese, dinanzi ad un suo possibile declino, hanno deciso di mettere in gioco le proprie capacità, le proprie esperienze, le proprie energie al servizio della costruzione del bene comune. 

Questa idea, questo progetto è quello che ha attratto alle elezioni politiche di febbraio 2013 più di 3 milioni di elettori con un risultato che forse, ed è doveroso riconoscerlo, senza qualche sbavatura della campagna elettorale sarebbe potuto essere ancora migliore. 

Ma che è stato in ogni caso decisivo per arginare la scalata di Berlusconi ai vertici delle istituzioni repubblicane e, successivamente a spingere in modo decisivo per superare l'empasse post elettorale , attraverso la nascita di un governo di grande coalizione , almeno nelle intenzioni l'unica soluzione in grado di superare il blocco alle riforme imposto dal bipolarismo muscolare che non ha consentito negli anni passati di traghettare l'Italia verso una stagione di cambiamento tale da poter consentire un nuovo assetto politico, istituzionale ed economico. 

Questo è il progetto che abbiamo perseguito e portato avanti. Lo abbiamo fatto muovendo i primi passi attraverso la costruzione di un nuovo soggetto politico di cui, ne siamo convinti ancora oggi, l'Italia ha un enorme bisogno. 

Intorno a noi vediamo le convulsioni di una politica che non riesce a dare al Paese quello di cui ha realmente bisogno. 

Vediamo un centro destra diviso tra falchi e colombe, governasti e lealisti, innovatori e conservatori : una galleria di definizioni che nessun cittadino italiano è davvero in grado di comprendere. 

Vediamo un Partito democratico alla faticosa ricerca di una nuova leadership ed identità, ma nel quale si riaffacciano i peggiori vizi della vecchia politica e che alla prova pratica del Governo fa emergere ancora una volta tutte le spinte di conservazione tipiche della sinistra italiana. 

Vediamo un movimento come il 5 stelle nato per innovare la politica italiana ma prigioniero della sindrome del "tanto peggio, tanto meglio" e incapace di portare il minimo miglioramento alla vita istituzionale del Paese. 

Se questo è quello che ci circonda, l'Italia ha sempre più bisogno di un movimento come Scelta civica, perché ad oggi, è l'unico soggetto politico in grado di offrire agli italiani un programma coerente ed alternativo, incarnato dai contenuti dell'Agenda Monti. 

Avvicinare l’Italia all’Europa, ridurre la pressione fiscale su lavoro e imprese, riformare il welfare per penalizzare le rendite di posizione e aiutare chi ha davvero bisogno di essere aiutato, abolire l’apartheid tra lavoratori tutelati e precari, premiare il merito, moltiplicare le opportunità di crescita e di sviluppo. 

Questi e altri sono i capitoli di quell’Agenda Monti intorno alla quale si è costituito il nostro movimento, grazie al valore storico dell’impegno personale che Mario Monti ha dedicato alla nostra nazione in uno dei momenti più difficili e drammatici della nostra storia recente. 

Per queste ragioni noi riteniamo che il progetto di Scelta Civica non sia superato, ma che vada rilanciato. Non condividiamo che una delle culture che costituiscono il valore su cui si fonda l'elaborazione di scelta civica venga invece utilizzata come elemento identitario per teorizzare e praticare il suo superamento. 

Tuttavia non possiamo non vedere e non interrogarci sul fatto che in questi mesi si è sensibilmente ridotto il consenso dell'opinione pubblica nei nostri confronti. 

Per questo dobbiamo oggi analizzare le cause di tutto ciò con onestà e schiettezza, per poter guardare al futuro certi delle nostre ragioni ma consapevoli di ciò che occorre fare per continuare a svolgere un ruolo protagonista nella politica italiana e per attrarre le migliori energie della società, mantenendo quel pluralismo culturale che è stato ed è la nostra ricchezza e che è anche la condizione per continuare ad esprimere una visione politica aperta , innovativa e non ideologica. 

Veniamo da esperienze e culture diverse ma condividiamo la stessa visione del Paese e la stesa idea di Europa. 

Sarebbe inutile nasconderci le difficoltà. Questi mesi sono stati molto difficili per un movimento fragile e “garibaldino” come il nostro. Non è stato semplice costruire dal nulla un partito politico, senza le risorse che possono vantare i “professionisti” della politica. 

È vero: noi non siamo professionisti della politica. Ma ne siamo orgogliosi, perché i cosiddetti professionisti della politica sono quelli che hanno ridotto l’Italia nella condizione in cui la vediamo oggi.
E il nostro obiettivo è esattamente quello di invertire questa tendenza. Le nostre difficoltà sono state tante, i nostri errori non sono mancati, e il prezzo che abbiamo pagato in termini di consenso e di visibilità è stato molto pesante. Inutile negarlo. 

Ma alle difficoltà fisiologiche del nostro movimento si sono unite le manovre di chi ha visto in Scelta Civica una minaccia per la propria rendita di posizione. Penso naturalmente ai partiti concorrenti, PDL e PD, che non hanno mai digerito che fosse nato un movimento autonomo e indipendente dal loro patronato. In fondo ci hanno sempre rimproverato di avere impedito la vittoria di Bersani o quella di Berlusconi. Ma vi confesso di essere orgoglioso di avere dato il mio contributo ad evitare quelle vittorie, perché davvero non credo che un’Italia governata da Berlusconi o da Bersani sarebbe stato il paradiso che ci raccontano. 

Ma oltre ai giochi dei partiti concorrenti, siamo stati insidiati dalle manovre di un partito che avrebbe dovuto essere un nostro alleato e che invece non ha perso occasione per attaccare noi, il nostro movimento e la figura del nostro leader. Abbiamo ascoltato ogni giorno di questi mesi da parte dell’UDC l’invito a 'superare Scelta Civica', a mettere da parte Mario Monti, a unirci ai professionisti della vecchia politica. Attacchi e minacce che sono venute da chi, senza il nostro aiuto, non sarebbe nemmeno entrato in Parlamento. 

C’è stato anche chi, al nostro interno, ha fatto da sponda a questi attacchi. Chi ha avuto da Scelta Civica onori e visibilità e che tuttavia non ha perso occasione per disegnare progetti che puntavano e che puntano alla demolizione della nostra casa, magari illudendosi di potersi riunire domani ad un PDL che è sempre lo stesso PDL che conosciamo: il partito che ha ridotto l’Italia nella condizione in cui l’ha trovata Mario Monti nel novembre 2011, guidato da quel Silvio Berlusconi che ha impedito la creazione in Italia di una forza liberale di stampo europeo. 

Dobbiamo dirlo con grande chiarezza: con questo PDL, con questa destra, con queste classi dirigenti non potremo avere una comune prospettiva politica. 

Anche per questo è arrivato il momento di sciogliere il patto elettorale con l’UDC. E' del tutto evidente che abbiamo un’idea di Paese del tutto diversa da quella che l’UDC sta proponendo. Casini e la leadership UDC hanno sostenuto di voler tornare nel recinto del centrodestra, insieme a Silvio Berlusconi o comunque insieme alla classe dirigente che con Berlusconi ha condiviso il governo dell’Italia per gran parte dell’ultimo ventennio. Legittimo, ma sbagliato. 

Non è questo il progetto che noi vediamo per Scelta Civica. Non è questo che serve all’Italia. Non è questo l’obiettivo per il quale rinunceremo alla casa comune che abbiamo costruito con tanta fatica. Per queste ragioni abbiamo deciso, e qui vogliamo ribadire con la vostra partecipazione e con il vostro voto, che da domani l’alleanza con l’UDC deve finire insieme alla comune gestione dei gruppi parlamentari. 

Da domani Scelta Civica recupera in pieno la propria autonomia politica, la facoltà di decidere del proprio futuro, la propria libertà progettuale. 

Da domani Scelta Civica torna ad essere Scelta Civica. 

E non tollereremo che si ricorra a tatticismi o ad espedienti e trabocchetti legali per impedire che si realizzi quella che è una chiarissima volontà politica di tutti noi. Quello che ci chiedono i nostri elettori, i militanti, i territori, quello che hanno deciso i nostri parlamentari, quello che sono sicuro sarà confermato da questa assemblea dopo la discussione che terremo in questi due giorni. L'alleanza con l’UDC è conclusa nei fatti, ed è tempo di fare chiarezza senza traccheggiare ulteriormente. 

Non ci faremo affossare nella palude delle scaramucce con la vecchia politica, perché abbiamo l’assoluta urgenza di mettere fuori la testa e riprendere a parlare d’Italia agli italiani.

Scelta Civica deve recuperare l'originalità del proprio percorso anche per il forte richiamo che le dimissioni del presidente Monti hanno rappresentato. 

Noi non abbiamo alcuna intenzione di scioglierci nell’UDC, così come non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare alla nostra identità per un’alleanza con un PDL che resta il PDL che abbiamo conosciuto. 

La nostra funzione deve restare orgogliosamente autonoma, perché siamo l’unica forza che può rendere realizzabili quei contenuti di riforma che nessun altro partito è in grado di sostenere da solo. Questo vale anche per il PD, che deve ancora dimostrare di essere qualcosa di diverso dalla vecchia politica da vecchia sinistra che aveva proposto senza agli italiani alle elezioni di febbraio. 

Sbaglia chi pensa che la nostra voglia di autonomia e il nostro desiderio di tornare alla forza riformatrice e innovatrice di Scelta Civica significhi indebolire il nostro sostegno ai governo Letta. Siamo stati i primi, già la sera del 25 febbraio, a sostenere che dopo quel voto l’unica soluzione di governo possibile sarebbe stato quello delle larghe intese. Proprio perché siamo stati i primi, abbiamo tutto il diritto di chiedere che il governo Letta faccia le riforme per cui è nato e non si limiti a sopravvivere. 

Perché la stabilità non può essere stagnazione. Perché di stagnazione l’Italia rischia di morire. Perché senza riforme coraggiose l’Italia non tornerà a crescere e a competere.

Il sostegno al governo è solido e convinto, ma ad esso si deve accompagnare lo stimolo e la necessità che larghe intese possano significare vere riforme e forte innovazione. Alcuni provvedimenti ci sono parsi deludenti in materia di fisco, e troppo cedevoli alle richieste elettorali di questo o quel partito, con pericolosi rischi di galleggiamento. Se Letta tiene davvero al sostegno di Scelta Civica faccia uno scatto in avanti e metta in campo riforme più coraggiose, non si limiti a pattinare sul ghiaccio per sopravvivere. 

Dobbiamo riconoscere di aver sofferto per non aver visto adeguatamente rappresentate le nostre idee nell'azione di Governo.  Nonostante noi siamo responsabili, ci riserviamo tuttavia il diritto e dovere di criticare tutti i provvedimenti che non riterremo adeguati all’urgenza di riforme che questo paese chiede ogni giorno di più.

La stabilità fine a se stessa, o un profilo di totale accondiscendenza rispetto ad ogni provvedimento parlamentare, con un atteggiamento di prudenza finalizzata solo alla conservazione del Governo, sono azioni che fanno male soprattutto all’Italia e agli Italiani. 

E’ necessario perciò che Scelta Civica sia protagonista nel lavoro parlamentare contribuendo in modo più incisivo a dare sostanza, agli obiettivi di modernizzazione del Paese, all’aggressione della spesa pubblica, alla riduzione della pressione fiscale, al rilancio dell’economia e del lavoro.

Anche da qui passa il rilancio di Scelta Civica, che dovremo tutti insieme mettere in campo da domani e nei prossimi mesi. Senza alcun risparmio di energia e di convinzione, ma con il massimo della nostra determinazione. 

Perché da domani gli italiani devono sapere che Scelta Civica è viva e vitale e ha tutta l’intenzione di farsi sentire in ogni occasione: di fronte al governo, nel dialogo con le parti sociali e con le forze vive del paese, nella chiamata a raccolta delle migliori eccellenze italiane che credono che sia ancora possibile impegnarsi per dare un futuro diverso ai nostri figli. 

Scelta Civica, insieme al Movimento 5 Stelle, è la forza politica più giovane ad essere rappresentata nel Parlamento Italiano. La grande attenzione con cui abbiamo costruito le liste ci ha consentito di portare in Parlamento uomini e donne di qualità. Persone che si sono distinte nel mondo delle professioni, nell’università, nella cultura e anche nella buona politica. 

Nel lavoro quotidiano delle commissioni e dell’Aula, abbiamo dato prova di competenza sia alla Camera che al Senato e, nonostante il gap di esperienza dovuto al fatto che molti di noi sono alla prima legislatura, stiamo dimostrando sul campo la qualità umana e la competenza. Scelta Civica rappresenta, in questo senso, un patrimonio di idee e di persone che deve essere messo meglio a frutto. 

L’Agenda Monti, lo spirito di cambiamento del Paese non può e non deve rimanere un generico intendimento, o un pezzo di carta che abbiamo sottoscritto in fase di accettazione delle candidature. Deve invece prendere corpo, in modo sistematico, nella quotidianità del lavoro parlamentare e diventare un'azione costante volta al cambiamento del Paese.

Un’attività quotidiana che non può essere lasciata alla singola volontà o competenza dei Senatori e dei Deputati.

Deve invece trovare un filo logico, una sintesi e anche la visibilità che merita. C’è sicuramente un tema legato ad una migliore e più efficace organizzazione dell’attività dei gruppi Parlamentari, ma preliminarmente è necessario svolgere una seria e rigorosa verifica sull’allineamento tra attività dei gruppi di Camera e Senato rispetto, alle linee generali del partito e all’identità di Scelta Civica. 

Su questo aspetto, desidero ribadire un concetto con grande chiarezza.

Sono consapevole che, dal punto di vista statutario e costituzionale, esiste un’autonomia dei gruppi di Camera e Senato rispetto al partito che rappresentano. Ma non è concepibile che la nomina degli organismi dirigenti o la definizione dell’agenda parlamentare dei gruppi avvenga al di fuori di un confronto con il partito. In questo senso, va interpretata la mia richiesta, di convocare il gruppo parlamentare del Senato solo all'indomani dello svolgimento di questa assemblea nazionale. L’attività dei Gruppi Parlamentari rappresenta infatti un aspetto importane della vita del partito, tanto più nel nostro partito che si trova in una fase costituente. 

Spesso, quando andiamo in mezzo alla gente o ci confrontiamo con i nostri militanti, ci sentiamo accusare di incoerenza. Siamo entrati in politica per generare una discontinuità, per essere diversi dagli altri, dai partiti e dalle persone che hanno portato il Paese in queste condizioni. Poi, una volta arrivati a Roma, siamo caduti nei vizi della vecchia politica. Dibattiti auto - referenziali, liti e la politica fatta più ad uso delle agenzie stampa che per i cittadini. 

Dobbiamo fare, a questo riguardo una grande autocritica, perché non abbiamo saputo far fruttare il patrimonio di consenso che ci è stato accordato in febbraio.

Mi rendo conto che le vittorie sono di tutti e le sconfitte non appartengono a nessuno, ma abbiamo il dovere di reagire a questa fase difficile che stiamo attraversando e scommettere sul futuro di Scelta Civica, perché il nostro impegno e il consenso di 3 milioni di persone, non rimangano un episodio nella storia della Repubblica Italiana e perché del nostro coraggio riformatore c’è ancora bisogno. 

La fase post elettorale per noi è stata particolarmente complessa.

Abbiamo fatto una lista, ottenuto una rappresentanza parlamentare, ma non avevamo un partito, non solo inteso come struttura, ma come spazio organizzato per costruire il confronto tra le persone e l’azione politica. Sia rispetto alla politica nazionale che quella locale.

La fase di costruzione di Scelta Civica certamente ha scontato la fluidità della situazione politica e istituzionale, ma l’impresa si è rivelata complessa perché molti di noi, sul livello nazionale e sul livello territoriale non erano avvezzi al “mestiere” della politica, ragione per cui costruire un soggetto politico nazionale si è rivelato tutt’altro che una passeggiata. 

Nonostante ciò da giugno a oggi abbiamo individuato i responsabili regionali e provinciali e il completamento della fase organizzativa è al 75% del territorio nazionale. Abbiamo varato lo Statuto di Scelta Civica, gli statuti delle strutture territoriali, la procedura del tesseramento, che si è aperto ufficialmente in ottobre. In molti territori Scelta Civica è presente e attiva nonostante le complessità di questa fase. 

Molti di noi sono stati sorpresi dalla partecipazione della nostra gente alla Festa Nazionale di Caorle, ma certamente quello è stato un segno indelebile di vitalità e del fatto che non siamo un Golf Club, ma un movimento di persone che si riconoscono intorno all’impegno di Mario Monti e alla linea politica che ha tracciato, nell’atto di fondare Scelta Civica. 

Le sofferte vicende delle ultime settimane ci hanno fatto però perdere consenso e hanno in parte demotivato i nostri militanti.

Tuttavia io credo che sia venuto il tempo di reagire. Di riaffermare con forza le ragioni di Scelta Civica e di coltivare obiettivi ambiziosi che implicano però delle scelte e delle azioni.

E’ necessario che un gruppo di persone giovani ed energiche prendano in carico il partito, ed è giusto che siano questi i volti e il profilo con cui noi intendiamo rappresentare Scelta Civica. 

Il lavoro da fare sul piano della elaborazione dei contenuti, della organizzazione del partito, della preparazione delle elezioni amministrative è enorme, e va fatto un patto di rilancio del movimento, che ci porti a concentrare l’attenzione sulle sfide politiche che abbiamo di fronte. 

La situazione del Paese e l’imminenza delle elezioni europee sono appuntamenti che dobbiamo affrontare con determinazione, attraverso una grande campagna di comunicazione collegata ad eventi ai quali chiederemo al Presidente Monti di essere presente e all’apertura della fase congressuale. 

Sono convinto che sia necessario giungere nei prossimi mesi alla celebrazione di un congresso, possibilmente per essere pronti ad affrontare le elezioni europee e le elezioni amministrative.

Non ho certamente in testa, a questo riguardo, un vecchio partito e congresso delle tessere. 

Le iscrizioni sono importanti e gli iscritti devono contare perché sono i motori territoriali della nostra azione politica, ma penso che il congresso dovrà essere celebrato sul modello dei “caucus” americani, ovvero prevedendo, oltre alla partecipazione di militanti, anche quella dei cittadini e degli elettori di Scelta Civica.

Per questa ragione, nonostante le incertezze di questa fase è necessario procedere senza indugio a radicare la presenza di Scelta Civica in tutto il territorio nazionale, con l’attenzione ad includere tutte le persone che si riconoscono nella natura plurale e nell’orizzonte di cambiamento di Scelta Civica. 

La necessità di fare un congresso aperto è legata al fatto di non considerare conclusa la fase di dialogo con la società civile, che ha caratterizzato il nostro atto di fondazione. I partiti sono sempre più autoreferenziali, e anche noi rischiamo di esserlo. C’è un mondo reale fuori del palazzo che ha una fortissima domanda di politica, a fronte della quale le risposte sono spesso fragili e inadeguate.

Il nostro Paese sta soffrendo.

Non è solo una flessione di Pil o un deficit di competitività. Si tratta di migliaia di imprese in difficoltà, di centinaia di migliaia di perone che hanno perso il lavoro, di milioni di famiglie che si confrontano ogni giorno con la povertà e con la mancanza di dignità che essa determina. 

C’è qualcuno in questo Paese, anche nella nostra maggioranza, che ritiene che il lavoro si possa creare per decreto. Noi invece sappiamo che è necessario mettere in condizione chi intraprende di poterlo fare nel modo migliore, perché come narra la storia dell'Italia, una parte della ricchezza può essere ridistribuita in termini di lavoro e di coesione sociale. 

E’ per questa ragione che è necessario coltivare relazioni autentiche con le associazioni di categoria, con i mondi produttivi, con i giovani, con tutti quegli amministratori locali e sindaci alla cui porta bussano persone in difficoltà, che perdono la speranza per il futuro. 

Noi non siamo in Parlamento per svolgere un “compito” come danno l’impressione di fare i colleghi del Movimento 5 Stelle. Seneca scriveva “tutto sanno, nulla capiscono”. Noi invece siamo chiamati ad essere umili, comprendere a fondo il travaglio che stanno attraversando i nostri artigiani, commercianti, imprenditori. La fatica delle famiglie numerose o quella di chi perde il lavoro e non sa dove sbattere la testa.

La ragione della nostra presenza in Parlamento e in politica è quella di accogliere davvero le istanze di cambiamento dei cittadini, che esigono giustamente più rigore nella spesa pubblica, sobrietà, capacità di tagliare gli ambiti improduttivi dello Stato, di poter contare su servizi pubblici di qualità che possano essere meno costosi. 

Dobbiamo per questa ragione immaginare una Italia più Europea. 

Un Paese dove il costo del carburante sia in linea con quello della media europea, dove la mattina un pendolare possa prendere un treno pulito, puntuale, con un costo del biglietto adeguato. 

Un Paese in cui gli aerei partono puntuali e dove non si debba ripianare il capitale della compagnia di stato ogni tre anni. 

Un Paese in cui il mercato possa davvero essere un mercato libero e aperto alla concorrenza. 

Un Paese in cui i tempi di pagamento della pubblica amministrazione rispettino la direttiva europea dei 60 giorni. 

Un Paese in cui i tempi della giustizia civile e penale siano accettabili. 

Un Paese dove i costi delle infrastrutture non vengano gonfiati dalla sistematica corruzione che caratterizza una buona parte delle infrastrutture italiane. 

Un Paese dove quando si va a votare si possa scegliere con chiarezza una maggioranza e un candidato. 

Un Paese che non vive sopra le righe e che non scarichi il costo enorme del malfunzionamento dello Stato sulle spalle delle imprese e dei cittadini in termini di fiscalità diretta e indiretta. 

E’ in questi termini che si può e si deve parlare di Europa ai cittadini Italiani.

Le Europee del 24 maggio 2014, sono certamente il nostro obiettivo più ambizioso, ma è necessario iniziare ad essere operativi fin da subito. E’ urgente completare quanto prima la fase di radicamento territoriale, perché la campagna elettorale richiede di essere presente in quanti più luoghi e ambiti possibile. 

L’individuazione dei candidati, la pianificazione della campagna elettorale, del fund raising sono aspetti fondamentali che devono coinvolgere l’ufficio di presidenza fin da subito e che devono vedere un grande coinvolgimento dei livelli territoriali. 

Sarà fondamentale mettere a punto con urgenza una nuova strategia di comunicazione così come nuove iniziative per fare in modo che la stampa torni ad accorgersi di noi. Sia del lavoro di qualità che stiamo svolgendo in Parlamento e nelle commissioni, sia del contribuito che siamo in grado di offrire per restituire credibilità e ruolo alla buona politica. 

Sono convinto che questi obiettivi siano alla nostra portata! 

Da uomo d’impresa, ho vinto grandi sfide in Italia e nel Mondo. Per questo sono convinto che il nostro progetto di Scelta civica, oggi più che mai sia importante per costruire il futuro del Paese e per restituire all'Italia il ruolo che merita nello scenario internazionale.

La qualità delle nostre idee e delle nostre persone, che hanno spesso e generosamente messo in gioco il proprio futuro, e perché no, il proprio passato, nella società, deve trovare lo spazio che merita anche sui mezzi d’informazione. 

Anche voi dai territori avete bisogno che il nostro movimento ottenga più ascolto e più visibilità.

E’ mio dovere far si che accada.

Ma ora voglio però ascoltare il vostro punto di vista e la vostra opinione su quanto ho appena detto. Sono certo che tutti abbiamo la determinazione di restituire al nostro comune impegno il senso che ci ha fatto scegliere questa comune casa. E credo debba essere fatto sull’identità che tre milioni di italiani hanno premiato con il loro voto. 


Su tutto ciò domani, ne sono certo, troveremo una strada comune.


Newsletter
Nome
Cognome
Email
CAP
Uomo
Donna
Scelta Civica
in Parlamento